Iran: per fortuna che TACO c'è!

Dalla minaccia nucleare alla joint venture in 24 ore: l'analisi satirica della crisi USA-Iran nello stretto di Hormuz. TACO docet: quando il disastro diventa business opportunity

Apr 8, 2026 - 23:01
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Iran: per fortuna che TACO c'è!

Fiuu, pericolo schivato? Forse. Ma quanto accaduto dà l'impressione di essere un'azione degna del miglior TACO* d'annata. Vediamo di analizzare i fatti.

(* TACO e' l'acronimo "Trump Always Chickens Out" usato per descrivere le marce indietro del presidente Trump sui dazi)

Trump ha provato il colpaccio "Venezuela 2", perché è fatto così. Secondo lui non ha avuto fortuna, ma solo bravura. Visto che gli iraniani, nonostante i continui bombardamenti e le perdite di leadership a livello di "una alla settimana", non accettavano il loro infausto destino, e con la Marina che Trump aveva dichiarato essere "obliterata", si sono permessi di bloccare lo stretto di Hormuz — sia mai! — ha quindi provato a forzare la mano.

E qui l'abbattimento dell'aereo da parte delle difese aeree, anch'esse "obliterate", ha rischiato di portare Trump a un livello di problema analogo a quello patito da uno dei suoi preferiti beffeggiati: Carter nell'incidente durante la crisi degli ostaggi americani.

C'è da dire che Trump, in fatto di fortuna, ha parecchi santi in paradiso: la situazione era veramente al limite, tanto da perdere 4 aerei e 2 elicotteri, ma almeno ha salvato il colonnello in quello che, ne siamo certi, sarà un soggetto di Hollywood.

Ma una volta recuperato il copilota, e con il continuo blocco dello stretto di Hormuz che stava portando l'intera economia del pianeta a ramengo, ecco il colpo di genio. Applicando la famosa tecnica definita "Madness", ha fatto credere al mondo intero che fosse pronto a distruggere l'Iran in un colpo solo. Evidentemente, non essendoci riuscito in maniera tradizionale con oltre 100.000 botti, tra le righe si percepiva che l'opzione nucleare, tattica o meno, fosse balenata nel suo cervello.

E questo è il colpo di genio degno del miglior TACO d'annata. Tutto il mondo lo ha pregato di non farlo, e anche gli iraniani, alla fine, oltre alle catene umane, hanno dovuto riattivare la diplomazia e riaprire lo stretto di Hormuz.

E ora, in queste due settimane, doveva emergere la exit strategy di questa Shit Situation (situazione di merda) che non aveva soluzione. E quale è stata? Semplice: la joint venture.

Sì, avete capito bene. Dopo aver minacciato di "eliminare un'intera civiltà" solo 24 ore prima, Trump ha annunciato una "joint venture" tra USA e Iran per gestire i pedaggi sullo stretto di Hormuz. "È un modo per assicurarlo — anche da tante altre persone", ha dichiarato ad ABC News. "È una cosa bellissima."

Il presidente ha spiegato che gli Stati Uniti avranno un ruolo nel monitoraggio del traffico e nella ricostruzione dell'Iran: "Ci saranno tante azioni positive! Si faranno tanti soldi. L'Iran può iniziare il processo di ricostruzione. Noi ci caricheremo di rifornimenti di ogni tipo e resteremo lì a 'bighellonare' per assicurarci che tutto vada bene."

Il tono cooperativo è un netto cambiamento rispetto alle minacce apocalittiche del giorno prima. E mentre Trump presenta la via d'uscita come potenzialmente lucrativa, altri si chiedono se il cessate il fuoco, per quanto benvenuto, non abbia lasciato il mondo in una posizione di svantaggio rispetto alla situazione pre-guerra. L'Iran, infatti, ha già precisato che il traffico nello stretto sarà condotto "sotto il coordinamento delle forze armate iraniane" — una limitazione che prima del conflitto non esisteva.

Ma una cosa è certa: tutto il mondo chiederà a gran voce "basta". E lui, come non può non ascoltare le richieste di tutti — ma proprio tutti — affinché la si smetta di giocare a Risiko senza frontiere? Beh, magnanimo accetterà l'idea. Che cosa importa, alla fine, voler dimostrare di avercelo più duro, di fronte alla riconoscenza dei popoli del mondo?

E magari anche una corsia preferenziale al tanto agognato Nobel per la Pace — visto le enne guerre da lui fermate, ma anche create? E qui Taco docet.

Dovevamo capirlo allora, quando non gli diedero il premio Nobel. Visto il tipo, c'era da essere sicuri che si sarebbe ingegnato perché il mondo lo vedesse come un eroico pacificatore, invece di un incompetente condottiero di ventura.

Già, perché dai primi commenti TACO ha già capito la cosa per lui più importante (e forse l'unica che gli interessa): "Big money will be made" — si potranno fare un sacco di soldi!

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albertofattori Alberto Fattori is an Italian venture capitalist, digital innovator, and entrepreneur with a pioneering spirit in technology and media. With a background in Computer Science, he began his career in the 1990s as CEO of Glamm Interactive, where he played a key role in developing cutting-edge digital platforms, including the official website of the Vatican (Vatican.va) and other prestigious web projects. Over the decades, Alberto has remained at the forefront of innovation, blending creativity, business strategy, and technological foresight. Today, he is actively involved in venture capital, investing in disruptive startups across e-commerce, blockchain, phygital media, and AI-powered ecosystems. As a founding force behind Nexth iTV+, he champions the concept of Phygital iTV, a seamless integration of physical and digital experiences across sectors such as Wine & Spirits, Fashion, Travel, and Education. Through his initiatives, Alberto promotes new models of interaction, economic cooperation, and international business—guided by a strong belief in Sharism over protectionism. His vision is grounded in turning ideas into impactful realities by connecting capital, creativity, and technology across borders.